La trasformazione digitale delle forze di polizia è ormai in corso in molte parti del mondo, e uno dei trend più significativi riguarda l’adozione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale (AI) per gestire attività operative non urgenti. Nel Regno Unito, in particolare, è stato annunciato un importante investimento istituzionale per creare un centro nazionale dedicato all’AI applicata alla polizia, con l’obiettivo di implementare strumenti automatizzati come i chatbot per migliorare l’efficienza delle comunicazioni con i cittadini e liberare risorse umane preziose.
Un centro nazionale per l’AI nella polizia
Il governo britannico ha avviato una delle riforme più ambiziose della polizia degli ultimi decenni, con un pacchetto di investimenti dedicato all’innovazione tecnologica che include la creazione di un centro nazionale di AI per le forze dell’ordine. Al centro di questo progetto vi è la volontà di alleggerire il carico di lavoro degli agenti, soprattutto per le attività ripetitive e di routine, come la gestione delle segnalazioni di reati non urgenti o la prima linea di comunicazione con i cittadini.
Il centro, noto come Police.AI, è concepito per sviluppare, coordinare e diffondere tecnologie AI in tutte le forze di polizia in Inghilterra e Galles. Tra le sue principali funzioni ci sarà l’implementazione di chatbot intelligenti capaci di interagire con i cittadini, rispondere a domande frequenti, gestire segnalazioni non critiche e smistare correttamente richieste a operatori umani o altri servizi di emergenza quando necessario. Secondo i dati ufficiali, l’uso di questi strumenti potrebbe liberare fino a sei milioni di ore di lavoro della polizia all’anno, corrispondenti all’equivalente di circa 3.000 agenti a tempo pieno impegnati in attività amministrative o di prima accoglienza.
I chatbot come primo punto di contatto
Un esempio concreto dell’adozione di AI è rappresentato dall’assistente virtuale chiamato Bobbi, già sperimentato da alcune forze di polizia locali in Inghilterra. Bobbi è progettato per rispondere a domande frequenti sui servizi di polizia e fornire informazioni non urgenti online, funzionando in modo simile a un operatore umano ma con la capacità di gestire interazioni in modo automatico 24 ore su 24.
Nel dettaglio, Bobbi è stato testato da oltre 200 persone durante lo sviluppo per garantire che la sua interazione sia comprensibile e utile. Pur non sostituendo il numero di emergenza (999) o l’attività investigativa vera e propria, questo tipo di chatbot può alleggerire significativamente la pressione sulle centrali operative e sugli sportelli di front office, consentendo agli operatori umani di concentrarsi su chiamate critiche o casi complessi che richiedono giudizio e decisioni professionali.
Vantaggi e prospettive
L’uso di chatbot nella polizia offre diversi vantaggi chiave:
-
Riduzione dei tempi di attesa: automatizzando le risposte alle domande più ricorrenti, le persone ottengono informazioni immediate senza dover attendere che un operatore umano sia disponibile.
-
Ottimizzazione delle risorse: le risorse umane possono essere dedicate alle emergenze e ai compiti che richiedono competenze specifiche o empatia professionale.
-
Migliore gestione delle comunicazioni: i chatbot possono aiutare a filtrare e smistare correttamente le richieste, indirizzandole in modo più efficiente (ad esempio verso operatori umani, altri servizi pubblici o informazioni utili).
Criticità e considerazioni
Nonostante i potenziali benefici, l’introduzione di chatbot nella polizia solleva anche alcune questioni importanti. È necessario garantire che questi strumenti siano accurati, rispettosi della privacy e capaci di riconoscere i limiti della loro competenza, trasferendo sempre al personale umano quei casi che richiedono giudizio professionale. Inoltre, come evidenziano alcune sperimentazioni, è fondamentale che il pubblico abbia sempre la possibilità di parlare con un operatore umano, soprattutto quando le situazioni sono complesse o delicate.
In definitiva
L’adozione di chatbot e assistenti AI per le attività non urgenti rappresenta una svolta significativa nella modernizzazione delle forze di polizia nel Regno Unito e, in prospettiva, potrebbe ispirare altre realtà internazionali. Liberare tempo prezioso per gli agenti, migliorare l’efficienza delle comunicazioni e rispondere tempestivamente alle richieste dei cittadini sono obiettivi chiave di questa trasformazione digitale. Tuttavia, l’equilibrio tra automazione e intervento umano resta un elemento essenziale per garantire un servizio di polizia equo, efficace e affidabile.








